Borse di studio

Riportiamo di seguito un estratto del bando di concorso stilato dall’E.R.SU. di Catania per quanto riguarda borse di studio, posti letto, etc.

In conformità alla Legge 2.12.1991 n. 390, al DPCM 9.4.2001, alla Legge Regionale 25.11.2002 n. 20, al D.Lgs 31.3.1998 n. 109 e successive modificazioni e integrazioni, al D.M. 3.11.1999 n. 509, alla Legge 21.12.1999 n. 508 e successive modificazioni, alla Legge Regionale 16.4.2003 n. 4, ai verbali dell’8.6.2004 e del 20.4.2007 della 1^ Sottocommissione Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, ai DD.MM. del 7.2.2007 e alla deliberazione del C.d.A. dell’Ente del 23.06.2007, l’ ERSU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catania bandisce per l’anno accademico 2007/2008 un concorso pubblico, riservato a studenti in possesso dei requisiti di reddito, di merito e di carriera universitaria previsti dal presente bando, per l’attribuzione di:

  1. borse di studio in denaro di importo variabile secondo le tipologie previste all’art. 8 del presente bando, per un ammontare complessivo di Euro 8.000.000,00.
    L’importo massimo della borsa, comprensiva di servizi, è di Euro 4.450,00 per gli studenti fuori sede, Euro 2.455,00 per gli studenti pendolari ed Euro 1.680,00, più un pasto giornaliero gratuito, per gli studenti in sede.

  2. n. 865 posti letto nelle residenze universitarie per studenti fuori sede, con la riserva di n. 10 posti per portatori di handicap con invalidità superiore al 65% che abbiano comunque i requisiti minimi previsti espressamente per la suddetta categoria dal presente bando.

  3. l’importo complessivo delle borse è suscettibile di essere aumentato in relazione alle ulteriori risorse acquisite dall’Ente successivamente al bando.

In effetti l’ammontare complessivo ha raggiunto i 9 milioni di euro, aumento che come effetto ha avuto l’erogazione di un maggior numero di borse.

Art. 8 – ENTITA’ BORSA DI STUDIO E MODALITA’ DI PAGAMENTO

L’ammontare della borsa di studio è definito in base alla diversa provenienza geografica dello studente e in funzione del valore del proprio ISEEU rispetto al valore limite di Euro 18.248,85 stabilito per l’accesso ai benefici.

Per l’a.a. 2007/2008 l’ammontare annuo della borsa di studio è così determinato:

Intervallo valore ISEE       fuori sede       pendolare      sede

 da 0 a  12.165,90                 1.950,00 +      1.855,00 +   1.680,00 +

                             p.l. (o rimborso alloggio   1 pasto          1 pasto

                                        max 1.300,00)

                                            +2 pasti

 da 12.165,91 a 18.248,85    1.250,00 +       1.235,00 +   1.120,00 +

                            p.l.(o rimborso alloggio)       1pasto         1pasto

                                         max  865,00)

                                            +2 pasti

La parte in denaro della borsa allo studente in sede e pendolare sarà corrisposta in due rate di pari importo.

La borsa allo studente fuori sede sarà corrisposta nel modo seguente:

– una quota corrispondente a Euro 1.300,00 tramite alloggio gratuito nelle residenze universitarie ovvero sotto forma di rimborso delle spese dell’alloggio, effettivamente sostenute e comunque nei limiti dell’importo massimo di Euro 1.300,00, nei pressi della sede del corso per un periodo compreso nell’a.a. 2007/2008 non inferiore a dieci mesi decorrenti da data successiva al 1°.10.2007

  Nel caso in cui la mancata assegnazione del posto letto dipenda da indisponibilità di posti, ai borsisti potrà essere concesso il rimborso delle spese di locazione secondo le modalità di seguito indicate e comunque fino alla concorrenza dell’importo massimo di Euro 1.300,00.

– quota residua in denaro in due rate di pari importo, oltre il rimborso delle spese di locazione in unica soluzione.

Dunque, ricapitolando, per uno studente fuori sede la borsa ammonta a 4.450 euro per  ISEE da 0 a  12.165,90 distribuiti come: 1.950 euro di borsa di studio + 1.300 euro di servizi abitativi + 2 pasti gratis.

Se la matematica non è un’opinione, per i pasti gratis vengono riservati ben 1.200 euro! Questo significa tuttavia che è il D.P.C.M. a dover subire una modifica alla quale il prossimo bando di concorso dell’E.R.S.U. potrà adattarsi.

A sua volta questo significa che il problema è di tipo ministeriale e non è legato nè alla città di Catania nè alla regione Sicilia: è un problema di tutti gli studenti universitari italiani!

Leggi e decreti sul diritto allo studio

In questo articolo pubblichiamo la legge

L. 2 dicembre 1991, n. 390. Agg. G.U. 12/06/2003  “Norme sul diritto agli studi universitari.”

riguardante le norme sul diritto allo studio, scaricabile qui e il

D.P.C.M. 9 aprile 2001.    Agg. G.U. 12/06/2004 “Disposizioni per l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi  universitari, a norma dell’art. 4 della L. 2 dicembre 1991, n. 390. “

scaricabile qui, su cui è stato redatto il bando di concorso stilato dall’E.R.SU. di Catania per quanto riguarda borse di studio, posti letto, etc.

Rimborso tasse universitarie

Di seguito si presenta il decreto legge che regola i rimborsi delle tasse pagate all’università. Quanto scritto vale sia nel caso del rimborso richiedibile all’ERSU, sia nel caso del rimborso richiedibile all’Università.

Il contribuente nella richiesta di rimborso deve stare attento a chiedere, oltre la maggiore imposta pagata in più, anche :
   – gli interessi moratori;
   – l’anatocismo ( art. 1283 c.c.);
   – il maggior danno da svalutazione monetaria (art. 1224, comma secondo, c.c.);
   – le spese del giudizio (art. 15 D.Lgs. n. 546/92).

A) GLI INTERESSI MORATORI.
Innanzitutto, occorre precisare che, ultimamente, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria , con la condivisibile e corretta sentenza n. 2087 del 04/02/2004 , ha precisato, sia pure indirettamente, come principio avente una valenza generale , che gli interessi dovuti per il ritardato rimborso di tributi non dovuti hanno carattere moratorio.
La suddetta qualificazione è importante per quanto riguarda, come diremo meglio in seguito, la tassabilità degli stessi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 109, comma 7, del nuovo TUIR, per cui è applicabile il principio di cassa e non di competenza.
Per quanto riguarda le percentuali degli interessi moratori, occorre distinguere, grosso modo, due periodi storici:

   1) sino al 30 giugno 2003:

Vedi Tabella

Anno

Interessi semestre
(escluso il primo e l’ultimo)

Interessi annui

Normativa di riferimento

2002
2001
2000
1999
1998
1997

2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%

5%
5%
5%
5%
5%
5%

Percentuali del 2,5% a decorrere dal 01/01/1997 ex art. 3, comma 141, Legge n. 662 del 23/12/1996.

1996
1995
1994

3%
3%
3%

6%
6%
6%

Percentuali del 3% a decorrere dal 01/01/1994 ex art. 13, comma 1, del D.L. n. 557 del 30/12/1993.

1993
1992
1991
1990
1989
1988

4,5%
4,5%
4,5%
4,5%
4,5%
4,5%

9%
9%
9%
9%
9%
9%

Percentuali del 4,5% a decorrere dal 01/01/1988 ex. Art. 7, comma 3, Legge 11/03/1988 n. 67.


2) a decorrere, invece, dal 1° luglio 2003: Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27/06/2003
(in G.U. n. 149 del 30 giugno 2003) ha stabilito che:
   – gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata, previsti rispettivamente dagli artt. 44 e 44-bis DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 2,75% e semestralmente nella misura dell’ 1,375%;
   – gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo , previsti dall’art. 20 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 2,75%, per i ruoli resi esecutivi dall’ 01/07/2003 ;
   – gli interessi per dilazione del pagamento, previsti dall’art. 21 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 4%, per le dilazioni concesse a decorrere dall’ 01/07/2003 ;
   – gli interessi per la sospensione amministrativa della riscossione , previsti dall’art. 39 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 5% , sempre a decorrere dall’ 01/07/2003.

Mensa universitaria

Riportiamo sezioni scelte del CAPITOLATO SPECIALE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI RISTORAZIONE, ovvero del documento che specifica i servizi delle mensa universitaria: (il testo completo è scaricabile qui)

Art. 1 – Oggetto dell’appalto

Il servizio deve essere espletato nel pieno rispetto del D. L.vo 26 Marzo 1997 n. 155, in attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CEE, nonché del regolamento CE 178/2002 e delle norme UNI EN ISO 9000:2000 e UNI EN ISO 9001:2000 e del Codex Alimentarius.

Nel rispetto delle vigenti leggi in materia di igiene dei luoghi di lavoro, protezione, antincendio, sicurezza antinfortunistica, protezione acustica, sicurezza elettrica, smaltimento dei rifiuti, condizione microclimatiche, impianti di distribuzione del gas, materiali … , eliminazione delle barriere architettoniche ed in particolare di quanto previsto dal D.leg.vo626/94 come modificato dal D.leg.vo242/96, dal D.P.R. 37/98E dal D.M. 10/03/99, l’affidamento comprenderà:

  • La preparazione quotidiana e la distribuzione dei pasti, sia per il servizio di mezzogiorno sia per il servizio serale, agli utenti del servizio presso le mense di Via Oberdan, Via Etnea e Cittadella Universitaria;
  • Distribuzione dei pasti mediante self service;
  • Il quotidiano sbarazzo e la pulizia dei locali adibiti al consumo dei pasti;
  • La quotidiana pulizia e sanificazione dei locali, dei macchinari e di quanto utilizzato per la produzione dei pasti;
  • La ristrutturazione delle cucine e mense, nonché gli interventi di manutenzione ordinaria e messa a norma dei macchinari di proprietà dell’E.R.S.U.;
  • La fornitura di arredi e delle attrezzature necessarie all’espletamento del servizio.
  • Le ristrutturazioni e forniture devono essere effettuati secondo quanto offerto dall’impresa in sede di gara ed eventualmente accolto dalla stazione appaltante.

Art. 3 – Importo a base d’asta

Il prezzo unitario a base d’asta per singolo pasto è fissato in €. 5,5 oltre IVA. L’importo presunto a base d’asta è pari ad € 16.500.000,00 (sedicimilioni e cinquecentomila euro).

La base d’asta è stata calcolata moltiplicando il prezzo per pasto unitario a base d’asta per il numero medio presunto dei pasti annuali per i cinque anni di durata dell’affidamento (€ 5,5 x 600.000 x 5).

Art. 4 – Modalità e luogo di esecuzione del servizio

Il Servizio deve essere effettuato nella mensa di Via G. Oberdan n.174, Via Etnea n.551 e “Cittadella Universitaria” (Via S. Sofia).

Il servizio deve essere espletato secondo le norme di cui all’art. 1.

In particolare all’applicazione di un sistema di autocontrollo HACCP, implementato unitamente all’avvio dell’attività di ristorazione , dovrà seguire, entro e non oltre un anno dall’inizio dell’attività,l’implementazione di un Sistema di Qualità conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2000 applicato al servizio di ristorazione in tutte le strutture e attività interessate dallo stesso.

Il servizio dovrà, inoltre, essere conforme al Regolamento CE 178/2002 attinente il sistema di rintracciabilità (obbligatorio dal 01/01/2005) e uniformarsi alle norme UNI 10939:2001 e UNI 11020:2002 come riferimento di impostazione dei sistemi di rintracciabilità.

Il servizio si svolge tutti i giorni della settimana per i turni pranzo e cena, escluso la cena nelle domeniche.


L’erogazione del servizio dovrà avvenire dalle ore 12,00 alle ore 14,30 per il pranzo e dalle ore 19,00 alle ore 21,30 per la cena.

Dal mese di giugno al mese di settembre l’ orario della cena è dalle 19:30 alle 22:00.

Può essere richiesto, sia a pranzo che a cena un pasto non completo, (senza primo o senza secondo).In tal caso il costo del pasto è abbattuto del 20%.

Art. 5 – Durata dell’appalto

La durata dell’appalto è fissata in anni 5 a decorrere dalla data di effettivo inizio del servizio.

L’E.R.S.U. si riserva il diritto di apportare, anche nel corso del contratto, modifiche, variazioni od estensioni all’impostazione organizzativa, totale o parziale, al menù da applicare, ai metodi di distribuzione ed a quanto si dovesse rendere necessario per il miglioramento del servizio.

Art. 11 – Assicurazioni

L’I.A. si assume ogni responsabilità, sia civile che penale, connessa all’espletamento delle attività richieste dal presente capitolato.

A tale scopo l’I.A. si impegna a stipulare, con una primaria compagnia di Assicurazione, una polizza RCT/RCO nella quale venga esplicitamente indicato che la Stazione appaltante debba essere considerata “soggetto terzo” a tutti gli effetti. Il predetto contratto assicurativo dovrà prevedere la copertura dei rischi da intossicazione alimentari e/o avvelenamenti subiti dai fruitori del servizio di ristorazione nonché i danni alle cose di terzi in consegna e custodia all’Assicurato a qualsiasi titolo o destinazione, compresi quelli conseguenti ad incendio e furto.

Art. 13 – Spese a carico della Stazione appaltante

Sono a carico della stazione appaltante le manutenzioni straordinarie degli immobili.Restano a carico dell’I.A. tutte le manutenzioni ordinarie e quelle straordinarie riguardanti parti dell’immobile modificate dall’I.A..

Art. 14 – Responsabilità

L’Impresa si obbliga ad assumere ogni responsabilità per casi di infortuni e danni arrecati alla Stazione appaltante e a terzi in dipendenza di manchevolezze o di trascuratezze commesse all’esecuzione della prestazione contrattuale.

Art. 22 – Vestiario

L’Impresa deve fornire a tutto il personale impegnato nell’espletamento del servizio di ristorazione, indumenti di lavoro come prescritto dalle norme vigenti in materia di igiene, da indossare durante le ore di servizio.

Tali indumenti saranno provvisti di cartellino di identificazione riportante il nome dell’Impresa ed il nome, cognome e foto del dipendente.

Dovranno essere previsti indumenti distinti per la preparazione, per la distribuzione degli alimenti e per i lavori di pulizia, in conformità con quanto disposto dalla normativa in materia.

Art. 29 – Specifiche tecniche relative alle derrate alimentari

Le derrate alimentari e le bevande che verranno impiegate per il servizio di ristorazione, devono essere conformi ai requisiti previsti dalle vigenti Leggi in materia e nelle tabelle merceologiche presentate nel progetto offerta.

L’Impresa aggiudicataria dovrà inoltre prevedere-conformemente a quanto previsto dall’art.59 punto 4 della legge 23-12-1999 n.488- nel menu’ giornaliero l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta per una percetuale non inferiore al 10% delle quantità di derrate alimentari complessivamente utilizzate.

Si precisa inoltre che nel caso in cui qualche prodotto previsto per la preparazione dei pasti non dovesse soddisfare, a giudizio dell’ERSU, il gusto degli utenti, l’Impresa ha l’obbligo di sostituire il prodotto non gradito con un altro prodotto (dello stesso tipo) di marca diversa.

Art. 30 – Etichettatura delle derrate

Le derrate devono avere confezione ed etichettature conformi alle leggi vigenti.

Non sono ammesse etichettature incomplete e non in lingua italiana.

Art. 31 – Garanzie di qualità

L’Impresa deve acquisire dai fornitori, e rendere disponibili alla Stazione appaltante, idonee certificazioni di qualità o dichiarazioni di conformità delle derrate alimentari alle vigenti Leggi in materia e alle Tabelle Merceologiche presentate nel progetto offerta.

Art. 34 – Riciclo

E’ vietata ogni forma di riciclo dei cibi preparati nei giorni antecedenti al consumo.

Tutti i cibi serviti dovranno essere preparati in giornata.

Art. 43 – Struttura dei menù relativi al pasto completo

La struttura fissa del pasto completo è composta da:

a) Menù tradizionale:

– un primo a scelta fra tre di cui uno a base di riso;
– un secondo a scelta fra quattro, prevedendo un piatto a base di carne e la bistecca ai ferri.
– Pane 100 gr.
– Contorno a scelta fra tre preparati.
– Frutta, o dessert o yogurt.
– Bevanda a scelta fra: acqua minerale naturale o gassata (50 cl) cola, birra, aranciata (33 cl ) o vino rosso o bianco (1/4 di litro).

b) Menù Pizza:

– Una pizza a scelta fra 4 di diverso tipo o panino farcito.
– Frutta, o dessert o yogurt.
– Bevanda a scelta come per menù tradizionale.
– Contorno a scelta fra tre preparati.
Il condimento prevalente deve essere l’olio extra vergine di oliva.

L’Impresa deve pubblicizzare il menù settimanale provvedendo ad affiggere la lista nelle bacheche delle mense e inviando copia del medesimo al competente ufficio dell’ERSU.

Art. 46 – Distribuzione dei pasti

L’Impresa deve mettere a disposizione per il servizio di distribuzione proprio personale in numero tale da assicurare modalità e tempi di esecuzione adeguati per una tempestiva ed ordinata esecuzione del servizio stesso, e comunque deve almeno prevedere una unità lavorativa per ogni 50 utenti.

Nel caso in cui, per carenza di personale, non venissero rispettati i tempi per la distribuzione previsti, l’ERSU potrà richiedere il potenziamento del numero degli addetti alla distribuzione.

L’Impresa in questo caso deve immediatamente provvedere all’integrazione del personale senza alcun onere aggiuntivo per la Stazione appaltante.

L’impresa deve provvedere, al termine del servizio, alla rigovernatura delle sale di consumo dei pasti, alla pulizia, al lavaggio dei piatti e di quanto utilizzato per il servizio.

Il personale dell’I.A. impiegato nel servizio di distribuzione dei pasti, deve avere un comportamento professionalmente corretto nei confronti degli utenti.

Il servizio presso le mense deve essere erogato con impiego di piatti in ceramica, bicchieri in vetro, due tovaglioli monouso, una tovaglietta, un coprivassoio, posateria in acciaio inox.

Art. 67 – Diritto di controllo da parte dei rappresentanti degli utenti

E’ riconosciuto ad una commissione degli utenti, autorizzata dall’ERSU, il diritto di procedere al controllo del servizio al fine di rilevare: mancato rispetto del menù, controllo delle grammature (da effettuarsi almeno su 20 campioni), date di scadenza dei prodotti, pulizia degli ambienti, temperatura dei pasti al momento della distribuzione.

E’ fatto assoluto divieto alla commissione mensa di intervenire, a qualsiasi titolo, direttamente sul personale alle dipendenze dell’I.A.

Art. 78 – Inadempienze e penalità

Ove si verifichino inadempienze dell’Impresa nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali, saranno applicate dalla Stazione appaltante, penali, in relazione alla gravità delle inadempienze, a tutela delle norme contenute nel presente capitolato.La penalità sarà preceduta da regolare contestazione dell’inadempienza, alla quale l’Impresa avrà facoltà di presentare le proprie contro-deduzioni entro 8 giorni dalla notifica della contestazione inviata.Si procederà al recupero della penalità mediante ritenuta diretta sul corrispettivo del mese nel quale sarà assunto il provvedimento. L’ERSU può altresì procedere nei confronti dell’Impresa alla determinazione dei danni sofferti rivalendosi con l’incameramento della cauzione e, ove se ciò non bastasse, agendo per il risarcimento dei danni subiti.Le penalità minime che la Stazione appaltante si riserva di applicare sono le seguenti:€. 250,00 ogniqualvolta viene negato l’accesso agli incaricati alla Stazione appaltante ad eseguire i controlli di conformità;€. 50,00 per ogni pietanza diversa da quella prevista nel menù giornaliero;€. 100,00 in ogni caso di mancato rispetto delle grammature previste dalle Specifiche Dietetiche, verificato su 10 pesate della stessa preparazione;€. 100,00 per ogni derrata non conforme per ciascun parametro previsto dalle Specifiche Merceologiche;€. 100,00 per ogni caso di ritrovamento di corpi estranei nei pasti distribuiti dalla ditta;€. 250,00 per ogni mancato rispetto delle temperature ai sensi del dpr327/80 per ciascuna pietanza.€. 1500,00 per ogni certificato di verifica microbiologica non conforme rispetto a quanto previsto dalle Specifiche igieniche degli alimenti, nel caso in cui siano riscontrati microrganismi patogeni;€. 500,00 per mancata conservazione dei campioni di cui all’ art.73 del presente capitolato;€. 250,00 per carenza igienica presso la cucina e nelle sale ove si consumano i pasti;€. 250,00 per ogni mancato rispetto delle norme igieniche sanitarie riguardanti la conservazione delle derrate o quanto altro previsto dalla legge in materia;€. 500,00 per mancata consegna ai responsabili dei controlli di conformità incaricati dalla Stazione appaltante della documentazione inerente la messa in atto del sistema haccp.€. 250,00 per ciascuna non conformità dei prodotti detergenti e sanificanti in relazione alle specifiche tecniche presentate dall’Impresa in sede di offerta;€. 250,00 per ciascuna infrazione verificata relativamente al piano di manutenzione;Nel caso in cui tali violazioni o altre non espressamente citate risultassero gravi, ovvero ripetute, la Stazione appaltante si riserva di applicare ulteriori penali, in relazione alla loro gravità, fino ad un massimo del 10% del corrispettivo mensile.