Buon Natale a chi non ha coscienza

Bene cari pochi lettori di questo blog. In questo tempo avete dimostrato che c’è ancora qualcuno capace di pensare, che c’è ancora qualcuno che non ha il cervello assopito dalle continue menzogne e dall’indifferenza di chi dovrebbe tutelare noi studenti.

Alla Cittadella di Catania, finalmente, hanno vinto loro: il popolo eletto.

I posti auto alla Cittadella universitaria sono stati pian piano usurpati dalla locale azienda trasporti pubblici, che garantisce un servizio navetta che fa spola trai dipartimenti e il parcheggio in via S.Sofia.

Non vogliamo azzardare ipotesi, ma invitiamo chi ci legge a valutare questi numeri: ogni giorno sono alcune migliaia gli studenti presenti in Cittadella, di cui una buona percentuale è automunita.

Una volta, quando ancora c’era un pò di buon senso, i posti auto al suo interno, che sono qualche centinaio, erano liberamente fruibili e trovare un parcheggio era solo questione di quanto presto ci si alzava la mattina.

Da qualche giorno non è più così: trovare posto è solo una questione di soldi, come tutto il resto. La privatizzazione dei posteggi procede senza sosta e ci si aspetta quanto prima che tutta la Cittadella sarà chiusa alle auto degli studenti mentre sarà aperta ai soli mezzi del personale universitario. E dei figli dei professori ovviamente, che saranno muniti di pass o quant’altro. O dei nipoti dei bidelli o degli assistenti tecnici e così via.

Grazie CATANIA per alimentare il sistema vergognoso italiano. Grazie POLITICI che vi accordate dietro le nostre spalle e che ci fate capire le vostre decisioni  solo quando ci scontriamo con il controllore di turno.

Grazie CONSIGLIERI e RAPPRESENTANTI vari, coloro che non hanno coscienza, coloro che provengono dall’ambiente universitario o ancora ne fanno parte e che si sono deliberatamente VENDUTI in onore del Dio Denaro, Dio Politica e Dio Potere. Grazie perchè ci state rappresentando alla grande, come le classi politiche che si sono succedute in Italia, in Sicilia e in qualunque altra regione o città d’Italia.

Grazie per aver preso accordi giocando con i NOSTRI soldi, visto che voi un posto alla Cittadella lo troverete sempre. Grazie per le vostre telefonate INTIMIDATORIE ogni volta che qualcuno di ni osa sfidare il potere politico.

Auguro a tutti VOI un felice Natale, e con voi a tutte le persone senza coscienza come voi, che proliferano e godono in un paese senza governo e senza controllo alcuno. Alcuni di noi avranno la fortuna di andarsene da questo posto, dalla Sicilia e dall’Italia, che sono state distrutte non dalla mafia o dalle brigate rosse o dal precariato o da quant’altro, ma da VOI.

Il est interdit d’interdire: È vietato vietare! (E gli italiani dormono…)

Da Wikipedia:

Il termine Maggio francese (o Maggio parigino) viene usato per indicare un moto di rivolta studentesca che manifestò nel 1968 in Francia e in particolare nella sua capitale Parigi.

Le cause principali della rivolta furono due:

* la prima di ordine demografico, consistente nel fatto che il sovraffollamento delle facoltà universitarie non assicurava alla maggior parte degli studenti uno sbocco professionale
* la seconda fu il manifestarsi di un profondo malcontento nel proletariato.

L’evento che diede inizio alla rivolta fu l’occupazione della facoltà di lettere di Nanterre da parte di circa duecento studenti il 22 marzo.

Si avete letto bene, 200 studenti diedero inizio a tutto. Se solo 1 italiano su 250.000 avesse un minimo di volontà, avremmo potuto lottare anche noi per i nostri diritti: ci hanno tolto tutto. Ci hanno tolto la qualità, la quantità, la possibilità di lavorare, di ricercare. Ma noi siamo ancora qui, ai nostri party e alle nostre notti bianche.
Se solo lo 0.01% degli studenti che partecipano alle notti bianche si dedicasse per un giorno ai suoi diritti da universitario, non saremmo ridotti in questo stato. E cosa succede a Nanterre in questi giorni? Nel novembre 2007? Ancora una volta lo stato prova a calpestare i diritti degli universitari e loro cosa fanno? SI riuniscono in assemblee generali, ancora una volta in poche centinaia, nel tentativo di cambiare le cose.

Fonte Scipol (IL BLOG DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI DI TERNI):

“Paris, 8 novembre 2007 – Molte università francesi sono da giorni in mobilitazione. Al centro delle rivendicazioni è soprattutto la cosiddetta legge Pécresse (dal nome del nuovo ministro de l’Enseignement supérieur e de la Recherche Valérie Pécresse), votata e approvata l’11 agosto e passata praticamente sotto silenzio, ma si aggiunge anche la richiesta di un miglioramento delle condizioni di vita degli studenti universitari (tasse meno care, più alloggi). La legge Pécresse, legge relativa alle Libertà e alle Responsabilità dell’Università (LRU) prevede che nell’arco di cinque anni tutte le università giungano all’autonomia nel bilancio e nella gestione delle risorse umane e inoltre prevede la possibilità che esse diventino proprietarie dei loro beni immobiliari. In altre parole, la legge prevede una progressiva e inesorabile privatizzazione delle università (e dei saperi), la creazione, anche in Francia, di università-imprese. E infatti gli studenti francesi in mobilitazione hanno tra le parole d’ordine proprio la difesa di un’ istruzione pubblica e la denuncia dei rischi di una università in cui solo i campi di ricerca redditizi sarebbero finanziati, in cui i rettori si trasformerebbero in menagers, in cui le università si farebbero concorrenza tra loro.

Da qualche settimana in moltissime università francesi si sono svolte partecipatissime Assemblee Generali (AG) per discutere delle modalità con cui contrastare la legge sull’autonomia. In alcune università si è votato per l’occupazione. Tra queste la Sorbona (Paris IV) che è stata occupata martedì sera da un centinaio di studenti, ma sgomberata dopo poche ore dalle forze dell’ordine su richiesta del Preside (che ha poi anche decretato la chiusura amministrativa). Stessa sorte è toccata mercoledì alla Tolbiac (Paris I) e all’univesrità di Nantes. Mentre da stasera è occupata l’università di Nanterre. Per ora si contano una trentina di università in mobilitazione (tra le altre, quelle di Toulouse, Rennes, Lille, Tours, Rouen, Caen, Strasbourg, Lyon, Nancy, Perpignan, Nantes). Fino a questo momento l’intero movimento è gestito dal CECAU (Collectif Étudiant Contre l’Autonomie des Universités), che raggruppa collettivi di “extrême gauche” e che ha come primo obiettivo l’abolizione della legge Pécresse. Per ora, il ruolo dell’UNEF (principale sindacato degli studenti) è stato minimo e esso sta cercando di inserirsi solo ora, con i suoi contenuti (ovvero la riforma radicale della legge, ma non la sua abolizione) nel movimento, facendo continui richiami all’unità e alla necessità di un ampliamento del movimento. L’UNEF si trova in una situazione difficile da gestire in quanto, se da un lato è stato il principale interlocutore del ministro in fase di elaborazione della legge, d’altra parte non può certo lasciare interamente in mano al CECAU il movimento che sta nascendo.
Nel pomeriggio in molte città ci sono stati dei cortei, che se non ancora molto numerosi, qualche migliaio di persone, sono però stati molto determinati, sfociati in alcuni casi con blocchi stradali e/o ferroviari (Rennes e Parigi).
Se ancora i numeri non sono paragonabili a quelli del movimento anti CPE, che diciotto mesi fa ha stravolto la Francia, bisogna però considerare che quello anti LRU è un movimento appena nato, in pieno evolversi (giorno dopo giorno si aggiungono nuove facoltà in occupazione), che i cortei di oggi sono stati pressoché organizzati con il passaparola, nessun volantino o manifesto che lanciasse l’appuntamento e che per ora il tutto è gestito senza l’UNEF. Ci sono quindi molte variabili in gioco, tra di esse anche la possibile, da più parti già annunciata, collaborazione con il movimento dei lavoratori dei trasporti non più di tre settimane fa ha messo in atto uno sciopero che ha creato disagi fortissimi, in particolare nella città di Parigi (dove il traffico metro e RER è tornato normale solamente dopo una settimana) e che ha in programma un nuovo blocco ad oltranza a partire da martedì 13 novembre alle ore 20. In ogni caso il ricordo del movimento anti CPE è ancora presente e viene ricordato pressoché in tutte le Assemblee Generali a dimostrazione del fatto che “c’est dans la rue que tout se joue”. ”

Rimandiamo anche all’articolo di Infoshop a riguardo e proponiamo dei video da youtube:

Se tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo nostro sistema lasciassero da parte il colore politico e il proprio orgoglio, potremmo marciare sotto un’unica bandiera a reclamare i nostri diritti. Nell’attesa di questa marcia, auguro ai 4 lettori di questo blog felici happy hours…

Dove finiscono i tuoi dati?

Lo studente universitario generalmente compila carte su carte, documentI di ogni genere, che vanno dall’iscrizione all’università alla domanda di borsa di studio, di rimborso spese alloggio, di tesserino mensa, prestito d’onore, accettazione benefici, etc, etc.

Ma vi siete mai chiesti dove vanno a finire tutti i vostri dati?

La prima risposta potrebbe essere: “in un archivio buio, sporco, polveroso e inaccessabile”. Plausibile, ma cosa dire dei dati compilati on-line? Saremmo portati a pensare che questi dati, tra cui

  1. Data e luogo di nascita
  2. Residenza attuale
  3. Situazione economica personale e\o del nucleo familiare
  4. Recapiti telefonici fissi e\o mobili
  5. Carriera universitaria

siano accessibili a noi e al più alle amministrazioni e a eventuali forze dell’ordine O ORGANI COMPETENTI adibiti a controllarne la veridicità. Tuttavia sapete spiegarvi come fate a ricevere e-mail pubblicitarie.. telefonate dove vi si chiede se prenderete possesso o meno della casa dello studente oppure che vi chiedono se siete impegnati per il voto alle prossime elezioni?

Ci sono giunte segnalazioni allarmanti riguardo le telefonate ricevute da studenti catanesi da parte di “Fabio”, “Marco” o “Andrea” fittizi che si informano se lo studente prenderà possesso del posto letto presso una casa dello studente e, nel caso questo voglia rinunciare, riceva delle pressioni volte a fargli cambiare idea al fine di utilizzare quel posto per qualcun altro, sotto pagamento di sub-affitti o a titolo di favore personale.

Ebbene si, entrambe le motivazioni sono ILLEGALI. Lo ricordiamo a tutti gli studenti che è contro la legge:

  • sub affittare camere di case dello studente assegnate tramite un concorso pubblico
  • far soggiornare un altro studente (o chiunque altro..) nel proprio posto letto
  • usufruire dei dati personali che gli studenti depositano in forma cartacea o digitale presso enti o istituzioni pubbliche, per fini pubblicitari, di PROPAGANDA o di PRESSIONE PSICOLOGICA

In tutti questi casi gli studenti vittime possono (dovrebbero…) sporgere regolare denuncia e finalmente cominciare a mettere fine a questo sistema pieno di falle!

APPELLO RIVOLTO AGLI STUDENTI IDONEI PER POSTO LETTO PRESSO RESIDENZE UNIVERSITARIE, CASE DELLO STUDENTE E BORSE DI STUDIO:

RAGAZZI INFORMATEVI, CHIEDETE, SPECIALMENTE COLORO CHE SI AFFACCIANO AL MONDO UNIVERSITARIO PER LA PRIMA VOLTA. CHIEDETE LA TRASPARENZA DEI DATI RIGUARDANTI CHI è BENEFICIARIO E SOPRATTUTTO CHIEDETE I CONTROLLI. NON è VERO CHE NON SI PUò FARE NULLA CONTRO QUESTO MECCANISMO, MA SIAMO NOI A DOVER VOLERE IL CAMBIAMENTO.

TRA DI VOI C’è CHI HA DIRITTO AD UN ALLOGGIO GRATUITO O ALLA BORSA DI STUDIO, NON LASCIATE CHE LA SCARSEZZA E LA SUPERFICIALITà DEI CONTROLLI VI TOLGANO QUELLO CHE VI SIETE GUADAGNATI PER DARLO A CHI NON LO MERITA! NON AFFIDATEVI AI MOVIMENTI UNIVERSITARI POLITCIZZATI CHE FANNO SOLO I LORO INTERESSI E QUELLI DEGLI ENTI CHE LI SOVVENZIONANO!

E infine un appello agli altri, a coloro che invece sono parte di questo sistema o che ne fanno uso: vi siete ma chiesti SE AVETE UNA COSCIENZA?

Non è mai troppo tardi per riparare.

Università italiana? NO GRAZIE!

Vogliamo rendere in maniera più evidente il pesante problema che affligge gli studenti universitari ITALIANI riguardante il pagamento delle tasse e la riscossione delle borse di studio.

Fino a qualche anno fa, lo studente faceva domanda di assegnazione per la borsa di studio, e eventualmente per la casa dello studente, presso l’ente che doveva salvaguardare il SUO DIRITTO allo studio e le graduatorie definitive venivano pubblicate ben PRIMA della scadenza per presentare la domanda di iscrizione universitaria. Questo faceva si che lo studente, se beneficiario o idoneo alla borsa, avrebbe pagato SOLTANTO la tassa per il diritto allo studio, essendo TOTALMENTE ESONERATO dal pagamento della tassa universitaria.

Da qualche anno (lasciateci dire dal governo Berlusconi, che ha lasciato in eredità questa truffa all’attuale governo Prodi) lo studente fa la sua solita richiesta di borsa di studio presso l’ente per il diritto allo studio, con la differenza che le graduatorie definitive sono pubblicate ben DOPO la scadenza per la presentazione dell’iscrizione universitaria. Cosa significa?

SIGNIFICA CHE LO STUDENTE PAGA LA TASSA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO E QUELLA DI ISCRIZIONE ALL’UNIVERSITÀ CON GRAVE PESO SULL’ECONOMIA FAMILIARE DEI RICHIEDENTI (che per richiedere evidentemente non si trovano in situazione ottimale…).

Ma il fantomatico articolo 1 D.L. 27/06/2003 “Gli interessi per ritardato rimborso imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata previsti rispettivamente dagli articoli 44 e 44 bis del decreto del Presidente Della Repubblica del 29/09/1973, n°602 e successive modifiche, sono dovuti a decorrere dal 1° luglio 2003 annualmente nella misura del 2,75% e semestralmente nella misura dell’1,375%” doveva garantire allo studente il RIMBORSO ENTRO UN MESE delle tasse che ha pagato con questo sistema.

Bene, dati alla mano, siamo in grado di dire che questo rimborso entro il dato mese NON é MAI AVVENUTO, anzi, presso l’Università di Catania per esempio, ci sono stati e ci sono ancora tempi di attesa di ANNI.

A questo punto il decreto suddetto ci tutela, stabilendo che il ritardo va pagato con degli interessi, che, dati alla mano, NON CI SONO MAI STATI PAGATI.

Cosa dire? VOGLIAMO I SOLDI CHE CI SPETTANO, NIENTE DI PIÙ, NIENTE DI MENO. Invitiamo chi ci legge a visitare il sito dell’Ufficio di statistica del Ministero dell’Università e della Ricerca e di contare il numero di idonei e di beneficiari di borse rilasciate negli ultimi anni (basta usare una calcolatrice) e a stimare per difetto (ci mettiamo nel caso peggiore) il numero di studenti che hanno ricevuto rimborso delle proprie tasse, interessi esclusi.

(Anticipiamo che per difetto, dal 2003 al 2007 gli idonei sono stati circa 850 mila, e che il 2.75% su ogni interesse non pagato vale circa 8 €…senza considerare i ritardi superiori a 6 mesi ovviamente…)

I NUMERI PARLANO DA SOLI!

Parliamo del

D.P.C.M. 9 aprile 2001. Agg. G.U. 12/06/2004 “Disposizioni per l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, a norma dell’art. 4 della L. 2 dicembre 1991, n. 390. “

Vi è riportato che la borsa di studio deve essere partizionata, in funzione della categoria dello studente richiedente, in:

  1. Borsa in denaro
  2. Alloggio (casa dello studente o rimborso)
  3. Un pasto gratis presso mensa universitaria

Per uno studente fuori sede di Catania per esempio, la borsa ammonta a 4.450 euro per ISEE da 0 a 12.165,90 distribuiti come: 1.950 euro di borsa di studio + 1.300 euro di servizi abitativi + 2 pasti gratis. Se la matematica non è un’opinione, per i pasti gratis vengono riservati ben 1.200 euro!

Noi invitiamo chiunque abbia stilato e firmato questo DPCM a mangiare nelle mense italiane! Però prima deve fare un salto nel web e leggere quante migliaia di lamentele ci sono riguardo la qualità di queste. Cosa vogliamo?

VOGLIAMO SCEGLIERE SE MANGIARE NELLE VOSTRE MENSE, VOGLIAMO I SOLDI CHE CI SPETTANO PER GARANTIRCI IL PASTO.

Università italiana? NO GRAZIE!

Richiesta collaborazione con Step1

Salve ragazzi, sono Manlio De Domenico, rappresentante della casa dello studente “Cittadella”. Circa 3 anni fa ero anche rappresentante e ci siamo conosciuti in occasione della nostra protesta contro la mancata erogazione di acqua calda a favore della costruzione di una centrale termica autonoma, battaglia poi vinta 😉

Ci avete dato voce in 2 articoli. Bene, adesso stiamo portando avanti un progetto ambizioso, che mira a far prevalere la giustizia sulla quotidiana ingiustizia provocata da ERSU e ministero dell’istruzione in materia universitaria.

Questo progetto è il blog   ioPenso07    all’indirizzo     iopenso07.wordpress.com

Quello che vi chiedo a nome di tutti, è un po di voce, ancora una volta, un piccolo spazio e perchè no, una segnalazione o un link permanente. Se pensate che possiamo avere obiettivi comuni, contattateci senza problemi, saremo felici di ascoltare ed eventualmente collaborare. Aspetto una vostra risposta 🙂

Proteste

Protesta di ioPenso07 a Catania

Catania, 29 Ottobre 2007, riportato da AltoCasertano:

“Riceviamo e pubblichiamo di seguito il seguente Appello da “Io Penso 07″, Blog realizzato dai giovani del Movimento Universitario di Catania, i quali si battono per il diritto allo Studio.”

Questo articolo è accessibile qui.

Protesta di ioPenso07 a Catania

Riportato da Unimagazine:

“Catania: lettera aperta dalla casa dello studente
CATANIA: 08/07/2007
Tornano a scriverci i ragazzi della casa dello studente “Cittadella”, con una lettera aperta in cui lamentano diversi problemi irrisolti della loro struttura: un appello rivolto alle istituzioni affinchè si possa definitivamente sanare la questione.”

Questo articolo è accessibile qui.

Protesta acqua calda CdS “Cittadella” a Catania

Riportiamo quanto scritto da Step1Magazine ai tempi dell’agitazione (12 gennaio 2006):

“Stato di agitazione alla residenza universitaria di via Passo Gravina. Mancano i riscaldamenti e la temperatura è al limite del sopportabile. Spesso si resta al buio. Gli studenti minacciano azioni serie
Leggi il comunicato della Casa dello studente
Il testo completo dell’articolo lo potete trovare qui.

L’evoluzione della vicenda (17 gennaio 2006) è riportata qui.

“Si evolve la situazione della residenza della Cittadella, dove centinaia di studenti sono senza termosifoni da una decina di giorni. Si teme un danno a tutto l’impianto. La riparazione richiederebbe mesi di lavoro. E chi ci rimette, al solito, sono gli studenti…”

Protesta di A.U. a Catania

Movimento Universitario a Bologna 2005

La Sveglia -LiberaAssociazione Studentesca-SIT IN PARLANGELI

Siti amici

In questa sezione esprimiamo la nostra solidarietà a gruppi o movimenti che perseguono uno scopo come il nostro: la giustizia.

“The Kassandra Project”: http://kassandraproject.wordpress.com

Vogliamo segnalare la presenza di questo blog “The Kassandra Project”, che sembra essere una rivista on-line di denuncia contro gran parte dei mali che vediamo ogni giorno.

“IndipendenteOnLine”: http://indipendenteonline.wordpress.com/

Vogliamo segnalare la presenza di questo giornale on-line LIBERO che molto gentilmente ci ha concesso di sostare tra i suoi link, inserendo il logo di ioPenso07.

“Step1Magazine”: http://www.step1magazine.it

E’ con immenso piacere che segnaliamo gli amici di Step1Magazine, che ci hanno anche segnalato tra gli amici, per il loro aiuto, la loro disponibilità e il loro impegno, del tutto simile al nostro, a favore della verità, priva di qualunque strumentalizzazione. Come ci dicono loro stessi:

“Anche il nostro giornale non viene per nulla influenzato da professori o presidi; pur essendo la Facoltà di Lingue nostra editrice, noi studenti non abbiamo mai ricevuto direttive su come fare notizia né su cosa dire o non dire. Dunque siamo sulla stessa lunghezza d’onda solo che in più noi siamo un giornale che cerca di fare giornalismo pulito e fresco con la responsabilità civile e legale che ne deriva.”

Grazie ragazzi.

“Ammazzateci tutti”: http://www.ammazzatecitutti.org

Liberamente tratto dalla descrizione che i ragazzi danno del loro movimento:

“Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-‘ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all’indomani dell’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno.
Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di ‘ndrangheta.
Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all’appello di “giovani contro tutte le mafie!” ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.

“Il blog di Beppe Grillo”: http://www.beppegrillo.it

Liberamente tratto da Wikipedia:

Giuseppe Piero Grillo – meglio noto come Beppe Grillo – (Savignone, 21 luglio 1948) è un comico, attore, blogger italiano.

“Uno straordinario comunicatore, che riempie, da anni, piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al tempo stesso attore, predicatore, fustigatore, comico, tragico, dissacrante e moralista” [1]. Tra i blog in lingua italiana, il suo è quello che riceve il maggior numero di link da altri ed è il blog più visitato in Italia, nonché uno dei più visitati al mondo (oltre 500.000 accessi giornalieri – dati Settembre 2007)